Quanto guadagna un giocatore di pallavolo

Il volley professionistico prevede una serie di compensi per gli atleti e per capire quanto guadagna un giocatore di pallavolo occorre fare una panoramica dettagliata. In ogni caso, gli stipendi dei talenti sono determinati da variabili come il livello del campionato, il paese dove si tiene i torneo, il genere e la notorietà individuale.
In questo articolo analizziamo accuratamente gli stipendi dei giocatori e delle giocatrici di pallavolo, con esempi concreti dei contratti sottoscritti dai big. Facciamo anche un confronto tra le varie competizioni internazionali.
Stipendi nella pallavolo maschile in Italia
La SuperLega è il massimo livello del campionato maschile in Italia. Gli stipendi dei giocatori cambiano radicalmente in base al talento, all’esperienza e al ruolo. Per avere un quadro esatto di quanto guadagna un giocatore di pallavolo, dunque, andiamo a vedere quali sono gli accordi che vincolano atleti e società.
Come riferimento prendiamo i dati certi dei contratti resi pubblici e, nell’ipotesi di trasferimenti, inseriamo comunque l’informazione in maniera precisa.
- Wilfredo Leon: 900.000 euro per uno dei pallavolisti migliori al mondo (Sir Safety Perugia). L’ingaggio rispecchia anche e soprattutto il ricco palmares che può vantare a livello di club e di nazionale
- Gyorgy Grozer: Qui citiamo i 500.000 euro del periodo nelle fila di Gas Sales Piacenza, ricordando i successivi trasferimenti a Milano e in Turchia (Arkas). Opposto tedesco noto per la potenza incredibile in attacco.
- Aleksandar Atanasijevic: La cifra di 450.000 euro è riferita alla squadra Sir Safety Perugia. In seguito è andato in Polonia, a Shanghai e in Grecia. Opposto serbo con una lunga carriera di successi.
- Osmany Juantorena: 350.000 euro già nel periodo di Cucine Lube Civitanova. Lo schiacciatore italo-cubano è tra i più esperti della SuperLega. Dopo la parentesi di Shanghai e della Turchia è tornato in Italia (Modena e Milano).
Questi sono solo alcuni esempi che descrivono il perimetro generale degli stipendi dei fuoriclasse che militano nelle squadre italiane.
Ingaggi dei pallavolisti nelle serie minori
Scendiamo di categoria per calcolare quanto guadagna un giocatore di pallavolo che comunque è impegnato a livelli professionistici. Arrivando in Serie A2, tuttavia, gli stipendi sono generalmente più contenuti. È raro trovare giocatori che percepiscono più di 100.000 euro all’anno.
La media per i pallavolisti di buon livello si attesta in un range compreso tra 50.000 e 75.000 euro annui. Alcuni club più ambiziosi, però, possono proporre contratti che raggiungono 120.000 euro (per atleti con esperienza internazionale pregressa).
Nelle serie inferiori, come Serie B1 e B2, le retribuzioni diminuiscono ulteriormente. In B1 un giocatore può guadagnare intorno ai 25.000 euro annui e in B2 gli stipendi oscillano tra 5.000 e 10.000 euro all’anno. In queste categorie, perciò, molti atleti aggiungono l’attività sportiva ad altre professioni, come l’insegnamento o il settore della preparazione atletica.
Stipendi nella pallavolo femminile in Italia
Nel settore femminile le cose stanno diversamente. Anche in questo caso la Serie A1 offre alle atlete di punta gli stipendi maggiormente competitivi ma l’entità degli ingaggi è inferiore a quella dei colleghi maschi. Andiamo a scoprire alcune indiscrezioni del presente e del recente passato.
- Paola Egonu: In poco tempo è passata dai 400.000 euro alla Imoco Volley Conegliano al milione di euro stimato per le ultime intese contrattuali (è stata anche in Turchia). La Egonu è ritenuta una delle migliori giocatrici al mondo.
- Kimberly Hill: Prendiamo ancora il riferimento del periodo alla Imoco Volley Conegliano con i 240.000 euro di ingaggio. Schiacciatrice statunitense di alto livello che ha giocato nel club dal 2017 al 2021.
- Lucia Boseti: 200.000 euro nell’ultima parte di carriera prima di trasferirsi in Turchia. Veterana del campionato italiano.
- Miriam Sylla: 200.000 euro stimati per la schiacciatrice italiana, nota per il suo dinamismo.
In Serie A2 femminile gli stipendi sono ancor più bassi e variano tra i 20.000 e i 100.000 euro annui. Le squadre che ambiscono alla promozione in A1 devono spesso investire cifre significative, con budget complessivi che possono arrivare fino a 750.000 euro annui. Alcune giovani promesse ricevono incentivi aggiuntivi per lo sviluppo del talento.
Nelle categorie inferiori gli stipendi possono ridursi drasticamente, con molte pallavoliste che percepiscono rimborsi spese o piccoli compensi, rendendo indispensabile un’attività lavorativa parallela.
Stipendi nei campionati esteri
Molti pallavolisti scelgono di trasferirsi all’estero per sfruttare opportunità economiche migliori. Ma quali sono i campionati più ricchi? Ecco alcune delle destinazioni remunerative.
- Corea del Sud: nel campionato locale i giocatori possono guadagnare fino a 300.000 dollari all’anno e le giocatrici arrivano a 150.000 dollari. Il reclutamento avviene tramite un “Tryout” simile a un draft.
- Russia: stipendi competitivi per i giocatori di alto livello. Un giocatore di pallavolo di prima fascia guadagna oltre 600.000 euro annui (a cui si aggiungono persino appartamenti e benefit extra).
- Turchia: il campionato femminile è tra i più ricchi. Paola Egonu al VakıfBank Istanbul ha percepito circa 1 milione di euro all’anno, grazie anche ai contratti pubblicitari con brand internazionali.
- Giappone e Cina: questi paesi stanno investendo molto nella pallavolo, con ingaggi che possono superare i 500.000 euro per i giocatori di spicco. I club giapponesi, in particolare, offrono contratti a lungo termine e bonus interessanti.
Giocare fuori dall’Italia significa anche affrontare sfide culturali e difficoltà di adattamento. Molti atleti devono imparare nuove lingue e abituarsi a metodi di allenamento del tutto diversi. I riconoscimenti sul piano economico, però, compensano tutto ciò e permettono di massimizzare gli introiti.
Occorre sottolineare infine che alcune destinazioni forniscono incentivi fiscali agli atleti stranieri, rendendo ancora più vantaggioso il trasferimento.
Differenze di genere negli stipendi
Nonostante i progressi verso la parità di genere nello sport, purtroppo persistono differenze importanti negli stipendi tra uomini e donne nella pallavolo. Se è vero che alcuni ingaggi femminili si avvicinano a quelli maschili, è altrettanto vero che la media totale è inferiore.
Le atlete devono spesso integrare i guadagni con le sponsorizzazioni, soprattutto nei settori del fitness e dell’abbigliamento sportivo. Anche i pallavolisti lo fanno, ma per aumentare gli incassi individuali.
Un aspetto rilevante è il numero di partnership: le giocatrici, in alcuni casi, possono ridurre la differenza salariale con contratti pubblicitari più semplici da sottoscrivere rispetto ai colleghi maschi. Paola Egonu è un esempio lampante di tale fenomeno.